Simulazione e Divergenza tra dichiarato e voluto

 Può accadere che vi sia divergenza tra il dichiarato e il voluto, in questi casi il diritto romano prevedeva in linea generale la nullità per i contratti consensuali o a forma libera cioè non solenni, mentre la perfetta validità nei casi dei negozi solenni e formali.

Casi particolari erano:

  1. Ioci Causa cioè le dichiarazioni rese in sede di giochi, rappresentazioni teatrali o a titolo di esempio, in questo caso non erano valide
  2. Riserva mentale che si configura quando un soggetto manifesta una volontà diversa da quella che vuole, consapevolmente
  3. Simulazione: la simulazione si ha quando di comune accordo (= accordo simulatorio) le parti pongono in essere un negozio giuridico diverso da quello che si ha nella realtà. Si distingue inoltre tra simulazione assoluta e relativa, con la prima la situazione giuridica del negozio simulato non viene posta in essere, mentre nella seconda si da luogo ad un negozio dissimulato (oggetto dell’accordo simulatorio) che rappresenta la reale volontà delle parti. Per entrambi i tipi vige sempre il principio generale. Tuttavia anche se i contratti solenni simulati erano validi iure civili, non sempre lo erano iure praetorio poiché il pretore sempre più spesso concedeva l’invalidità del contratto in forza dell’exceptio. Il negozio dissimulato del resto poteva comunque essere valido ed efficace qualora rispettava i requisiti di forma e sostanza previsti.


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